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Intervista a Marco Albiero: non solo i giapponesi illustrano i fumetti giapponesi

Marco Albiero - Streghe

Se pensiamo agli illustratori di manga e anime (per i non esperti: fumetti e cartoni giapponesi) saltano alla mente immagini di uomini e donne dell’estremo oriente che mangiano con le bacchette mentre inventano e scolpiscono sulla carta immagini e storie di personaggi che hanno occhi incredibilmente enormi per essere di origine nipponica. In realtà quando un manga-anime ha successo il franchise si espande notevolmente e l’apporto di disegnatori da tutto il mondo è consistente: esatto, non solo i giapponesi illustrano i fumetti giapponesi!
Uno degli illustratori italiani che si è dimostrato molto versatile, disegnando molteplici personaggi di origine nipponica è Marco Albiero, che non si è fermato solo a questo tipo di illustrazioni, ma è emerso anche in altri ambiti: in questa intervista ci racconta la sua storia.

Dal tuo sito risulta che hai iniziato nel 1998, quindi molto giovane. Come è iniziata questa attività? Parlaci di te insomma…

Esatto, quest’anno festeggio i miei vent’anni di carriera, nonostante io abbia 25 anni…
Scherzo, sono nato nel 1981, quindi fate voi i vostri conti!
Ho sempre disegnato sin da piccolo, i miei primi disegni erano degli anatroccoli, fino quando ho iniziato a riprodurre i personaggi dei cartoni animati che vedevo in tv: “La Stella Della Senna”, “L’incantevole Creamy”, “Vola Mio mini Pony”, “Dino Riders”, “Denver”, “I Cavalieri dello Zodiaco”, “È Quasi magia Johnny”, “3×3 Occhi” fino a “Sailor Moon”
Ho iniziato a pubblicare i miei lavori all’età di 16 anni per la casa editrice Rock&Comics di Pavia, dopo che avevo vinto un loro concorso di fumetto. Da lì ho capito che doveva e poteva essere la mia professione e ho iniziato a collaborare per numerosi brands di serie animate famose.

Prezzo: Vedi su Amazon.it
Sei stato illustratore di periodici illustrati riguardanti serie animate importanti come Totally Spies, la Principessa Sissi e i Cavalieri dello zodiaco. Ma il tuo lavoro più importante è forse quello legato al franchising di Sailor Moon. Raccontaci questa avventura.

Nel 2009 sono stato contattato da Kappa Edizioni, con la quale ho collaborato per le illustrazioni relative alle prime due stagioni di “Sailor Moon” e parte della terza (mentre per la terza, la quarta e la quinta sono stato in diretto contatto con backstage). In merito a questo progetto lo staff di Kappa Edizioni mi fece fare delle prove di disegno, i lavori sono stati poi inviati a Toei Animation che, dopo un’attenta valutazione e in seguito all’approvazione da parte della Sig.ra Naoko Takeuchi, mi ha scelto per illustrare le pose dei personaggi della Style Guide.
Quando mi dissero che i miei disegni erano stati scelti dall’autrice in persona non credetti alle mie orecchie, non mi sembrava vero e ancora non ci credo. “Sailor Moon” è una serie che ho sempre amato e poterci lavorare ufficialmente mi sembra un sogno.

In Italia spesso questi anime giapponesi vengono pesantemente censurati. Quali sono le differenze più grandi tra Italia e il resto del mondo in questo ambito?

Diciamo che quando una serie viene venduta al mercato estero viene già “adattata”: la serie de “I Cavalieri dello Zodiaco” viene chiamata così, in tutti i paesi (tradotta ovviamente nella lingua propria). Certi adattamenti, tipo quelli Americani, sono molto più incisivi e stravolgono di più le serie, rispetto ai paesi Europei. Poi in ogni paese ci sono persone che sanno adattare bene una serie e altri no… Fortunatamente ai giorni nostri le serie sono più fedeli alle opere originali, mentre negli anni novanta e ottanta si facevano meno problemi a fare modifiche.

Recentemente hai avviato una collaborazione con Immanuel Casto per Witch & Bitch, un lavoro senza dubbio differente da quello precedente. Spiegaci brevemente questo gioco da tavola e dove sono le differenze rispetto ai soliti lavori da illustratore.

Non mi ricordo esattamente chi mi fece conoscere in rete i brani di Manuel (Immanuel Casto), ma ne fui folgorato e iniziai a seguirlo da subito!
Di persona lo conobbi durante il Lucca Comics del 2013, quando avevo realizzato una carta per il gioco “SQUILLO- Bordello d’Oriente” dopo un bando di concorso per illustratori: pubblicarono la mia carta “Vendita di biancheria usata”. Da allora rimanemmo in contatto fino a quando, nel giugno del 2016, mi telefonò per raccontarmi una sua fantastica idea: “Voglio fare un nuovo gioco da tavola, voglio chiamarlo “Witch & Bitch” e ho pensato a te per illustrarlo. Sono 5 streghe che scendono sulla terra con 7 scuole di magia (Fuoco, Ghiaccio, Fulmine, Cinetica, Luce Oscurità e… Seduzione!) e devono combattere contro fanatici religiosi, omofobi, omeopati, unicorni… Insomma, le solite cose…!”
Mentre me ne parlava io le vedevo già nella mia mente: il loro character design e i loro lanci di incantesimi!
Andai da lui a Bologna e gli mostrai i miei primi schizzi delle 5 streghe, che gli piacquero tantissimo; mi fece quindi provare il prototipo del gioco assieme a due suoi fidati amici e mi divertii tantissimo (anche perché fui io, con un drago di fuoco, a sconfiggere il mostro finale Salviny!!!)

Witch & Bitch è un gioco da tavolo in cui ogni giocatore interpreta una strega, con lo scopo di salvare il mondo dalla minaccia descritta dallo scenario scelto o di stabilire chi è la più “bitch” in una spietata battaglia all’ultimo incantesimo. Le streghe avranno a disposizione 7 scuole di magia: Fuoco, Ghiaccio, Fulmine, Cinetica, Luce, Oscurità e Seduzione. Per ogni scuola sono disponibili 6 incantesimi, per un totale di 42 incantesimi da combinare per rendere ogni partita diversa.
La mappa di gioco verrà composta in base alla missione. Eccone alcuni esempi:

Esempio di Missione 1 “Non sono razzista, ma…”

In questa missione le streghe devono scovare un politico xenofobo e sconfiggerlo. Una di loro però è la “bitch” (vengono date delle carte coperte all’inizio) ed il suo scopo segreto è quello di aiutare il politico ad uccidere tutti gli immigrati presenti. Il fatto però è che gli immigrati danno tantissimi punti esperienza, quindi anche chi non è dalla parte del politico si ritroverà a compiere un omicidio o due… senza per questo essere razzista!

Esempio di Missione 2 “Gomblotto!”

In questa missione completamente cooperativa le streghe devono proteggere una zona della mappa chiamata “Bilderberg”, impedendo che i complottisti riescano ad entrarci.

Esempio di Missione 3 “Hunger Gaymes”

Questa missione è una sanguinaria guerra tra Bitches, in cui solo una soppravviverà. Totalmente competitiva.

Tra i personaggi quale ti è piaciuto di più disegnare? Quale vorresti disegnare?

Mi piace disegnare molto Sailor Moon e Witch & Bitch. Vorrei fare un manga di Witch & Bitch

Marco Albiero

Marco Albiero

Oggi divenire illustratori è possibile? Viviamo in un periodo di forte crisi economica e forse le persone non sono più disposte a seguire sogni e preferiscono la tranquillità di una vita da ufficio. Cosa diresti quindi ad un ragazzino-ragazzina che vorrebbe intraprendere questa strada ma si sente poco speranzoso-a?

Non è affatto facile lavorare come illustratore, ma come essere un libero professionista in generale! Oggi poi i social sono molto d’aiuto per farsi conoscere sia dal pubblico che da possibili datori di lavoro! Per avere successo, in qualsiasi attività, bisogna poi sempre rispettare le regole delle “7-T”:

  •  Talento: Bisogna essere predisposti per una certa attività, ad esempio io non potrei mai fare la ballerina classica
  • Tenacia: Non bisogna arrendersi alle difficoltà che si presentano e allenarsi sempre!
  • Tolleranza: Bisogna saper rispettare sia chi ci sostiene con critiche positive e critiche negative, per poter correggere i nostri difetti o punti deboli.
  • Tempismo: Si deve cogliere l’attimo!
  • Tenerezza: Bisogna imparare ad essere umili, perché chi si loda s’imbroda…
  • Terra: Dobbiamo ricordarci sempre delle proprie origini!
  • Testa: Infine si deve essere sempre ottimisti!

Parlaci dei tuoi progetti più attuali e futuri

Ora ho appena finito due progettoni, sempre con Immanuel Casto, ma non posso ancora svelare nulla, ma… preparatevi!!!
Ho appena terminato per la Francia le illustrazioni della style guide di una nuova serie animata “MarbleGen”;
Sempre per la Francia sto continuando a disegnare le cover dei libri della serie animata “LoliRock” e realizzo diverse illustrazioni per Clementoni.
Sono appena usciti i 45 giri con le mie illustrazioni in copertina, delle nuove sigle dei Rocking Horse:

  • Zum il delfino bianco (D. Meakin – M. Marcellini – A. Capocchia)
  • Jeanie dai lunghi capelli (D. Meakin – M. Marcellini – A. Capocchia)
  • Isabelle De Paris (D. Meakin – M. Marcellini – A. Capocchia)

I 45 giri sono pubblicati dalla ARC – Altair Recording Communications.

Per “festeggiare” i miei 20 anni di carriera (1998/2018) poi ho realizzato un artbook con le mie illustrazioni delle serie a cui sono più legato e a cui ho lavorato.
Sono 69 series (Ho inserito solo le serie migliori), 112 pagine, per un totale di 384 illustrazioni in formato A4!
Per info, inviatemi pure un’email a: marcoalbiero1981@gmail.com

Purtroppo, per il resto, non posso ancora rivelare nulla (per “Sailor Moon” inizia a lavorarci dal 2009 e potei parlarne solo nel 2011) ma invito tutti quanti a sostenermi e seguirmi sui miei social per rimanere informati e per vedere ogni giorno qualche mio lavoro su:

Infine vi voglio ringraziare per questa intervista, ringraziare tutti i lettori e ringraziare tutte le persone che mi hanno aiutato, che mi stanno aiutando e che mi aiuteranno!

Alessio Senna