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2 commenti su “Binarismo di genere

  • Ciò che le persone non sempre comprendono di chi ha un’identità non binaria è che i non binari non sono per forza “né uomini né donne”; sono persone che non sono né strettamente uomini né strettamente donne. Da lì ognun* percepisce il proprio genere nello spettro quasi infinito di possibilità, e può avere moltissimo in comune con chi pur essendo transgender è una persona binaria (ossia che sente di appartenere solo a un genere).

    A scanso di equivoci, credo sia meglio chiarire alcune cose.
    Il sesso biologico è una cosa anatomica, incontrovertibile, e riguarda i cromosomi, i genitali, le caratteristiche fisiche di un individuo nato maschio, femmina o intersessuale. Pura biologia.
    Il genere è invece ciò che in una determinata cultura e in una determinata epoca storica viene definito come proprio di uomini, donne o tutti e due/nessuno dei due. Non essendo né universale né eterno, è in larghissima parte sociologia.
    L’identità di genere è ciò che nella nostra testa e per la nostra comprensione del mondo, a seconda di come abbiamo assimilato le informazioni sui generi e sul nostro sesso biologico, sentiamo di essere. Mentale, talvolta anche spirituale, ma senza dubbio molto intimo.
    Infine ci sarebbe l’espressione di genere, da non confondere con l’identità, che è come noi esprimiamo all’esterno la nostra consapevolezza di essere chi siamo e sentirci come ci sentiamo.
    Ci piace pensare che il genere sia graniticamente definito, ma così non è, e anche quando una persona non è transgender, non è non binaria e non è queer, non sarà mai uno stereotipo ambulante. Questo perché siamo tutti individui unici e irripetibili, e volendo, l’esistenza di persone che mettono in discussione il tavolo su cui la nostra cultura ha costruito un castello di preconcetti, insegnandoci la differenza tra tutte queste cose, ci fa ritrovare una nuova connessione, più consapevole, col genere umano.

  • L’identità di genere è differente dall’espressione di genere. Se io, essendo una ragazza cissessuale, domani mattina mi vestissi da uomo per un cosplay, un drag show o anche soltanto per capire quale binder o packer suggerirvi per una recensione del prodotto, continuerei a rimanere una ragazza cissessuale.
    Proprio come un ragazzo FtM, potrebbe vestirsi da donna perché obbligato dalla famiglia, o per un cosplay, o per un drag show, o anche come metodo Stanislavskij per scrivere meglio della disforia di genere per un concorso letterario, e continuerebbe ad essere un uomo transessuale.
    O una persona genderqueer potrebbe un giorno presentarsi in maniera squisitamente femminile e il giorno più tardi adottare comportamenti definiti dal contesto in cui è calata “androgini, un mix di uomo e donna o nessuno dei due”. O una persona che si sente di un unico genere potrebbe fare la stessa cosa, ma per sperimentare e scoprire se stessa.
    E’ vero, potenzialmente tutt* ci possiamo vestire, atteggiare e relazionare con tutto, ma è davvero quello a definirci?? O lo è come ci sentiamo nel farlo, quanta convinzione, quanta vita ci mettiamo, e quanto c’è invece di curiosità o performance priva di essenza??
    Meno preconcetti abbiamo meglio è, più libertà di sperimentarci abbiamo senza dover giustificare le nostre decisioni meglio è. Tutte le identità di genere sono valide, a prescindere da come scegliamo di esprimerle.. e nessuna decisione è granitica e definitiva finché ogni essere umano ha la chance di reinventare e reinventarsi, di essere creativo e piegare le regole, perché un nuovo pregiudizio è stato abbattuto.

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