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10 marzo 2017

Percorso della transizione di genere

Cos’è un percorso di transizione? Quando inizia e soprattutto quando si conclude? E’ uguale per tutti?
Racconta la tua storia, il tuo percorso MtF o FtM. Fai capire, a chi non lo sa, come per ogni persona transgender questo percorso sia differente e non per forza si conclude con un intervento chirurgico.

3 commenti su “Percorso della transizione di genere

  • Dal punto di vista tecnico, il percorso di transizione, comunemente detto “cambio di sesso” e tecnicamente detto “percorso di riassegnazione chirurgica del genere”, è un iter psicologico, endocrinologico, medico, legale, chirurgico e burocratico che porterà una persona che sente una dissonanza tra il suo sesso anatomico e il suo genere percepito ad annullarla (ad esempio una femmina genetica che si sente uomo e un maschio genetico che si sente donna, annulleranno quella distanza intervenendo sul proprio corpo per femminilizzarlo/virilizzarlo cosicché sia conforme a come hanno sempre sentito di essere, e potranno scrivere una volta per tutte sui documenti che sono uomini/donne).

    Dal punto di vista più introspettivo è un viaggio alla scoperta di sé molto simile alla vita stessa. Alla scoperta dei propri desideri, bisogni, limiti, delle proprie paure, del proprio coraggio, della propria resilienza. Quando questo viaggio si concluda è molto aperto alle interpretazioni: ci sono persone transessuali che non vogliono essere più definite così una volta avuta la rettifica anagrafica di sesso e nome, e dicono di essere “ex trans”; per loro, evidentemente, si è transessuali solo come condizione momentanea, che si conclude quando il percorso di transizione scandito da medici, psicologi, avvocati e giudici ha termine, perché poi si diventa “donne e uomini a tutti gli effetti”.

    Ci sono persone transessuali che invece sentono l’essere transgender indivisibile da sé e non vogliono cancellarlo o negarlo solo perché hanno potuto cambiare nome sui documenti (quello che hanno imparato e vissuto, assieme alla consapevolezza che non si cambia veramente “sesso”, perché i cromosomi resteranno sempre quelli di un uomo XX o una donna XY, conta troppo ed è troppo una parte di sé per dimenticarlo), secondo le quali non si è “donne o uomini che cercano di essere quanto più cisgender possibile”, ma soltanto una maniera differente di essere donne o uomini che cercano di riappacificarsi con se stess*. Non c’è chi è meglio o chi è peggio per loro tra uomini transgender e cisgender, o donne transgender e cisgender, sono entrambe situazioni che meritano lo stesso rispetto, anche se siamo abituat* a vedere come autentiche solo le persone cisgender. Quindi il percorso di transizione li accompagnerà per sempre, perché siamo sempre, come esseri umani, in costruzione e in divenire.

    E poi ci sono le persone che non sono strettamente transessuali ma rientrano nello spettro di possibilità offerte dalla realtà transgender, e per lo meno all’estero, con leggi meno rigide e un protocollo meno rigido dell’ONIG, possono intervenire burocraticamente e/o chirurgicamente su di sé solo fino a un certo punto, che sollevano com’è giusto che sia molti più interrogativi su cosa ci renda fino in fondo donne, uomini o tutti e due/nessun* dei due. Ma questa è un’altra storia.

    Come si può vedere, è davvero differente da persona a persona!

  • Ciao sono Isabella e sono nata il 15 marzo del 2016 al Kamol hospital di Bangkok e sono felice che in quel momento vicino a me ci fosse mia moglie Lucia che mi ha sempre amata e sostenuta e che continua ad amarmi. Stiamo aspettando la sentenza di rettifica dei miei dati anagrafici e il conseguente passaggio automatico alle unioni civili come prevede la nuova legge.
    Il mio percorso e’ stato particolare nel senso che mi sono tracciata una rotta particolare nel mio viaggio per raggiungere me stessa perché non potevo aspettare i tempi che scandiscono il percorso di transizione. Per certi aspetti sono partita da cio’ che per altre persone e’ un arrivo.
    Ora sono io, ho cominciato a volermi bene, allo specchio vedo me stessa e nell’armadio non ci sono piu’ i vestiti di un ‘estraneo. E alla mattina mi sveglio sempre vedendo il dolce volto del mio amore. Lucia

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