11 luglio 2016

Statuto

Definizioni e Finalità

Articolo 1
È costituita l’associazione di promozione sociale ai sensi del Codice del Terzo Settore (D.Lgs 117/2017, di seguito indicato come C.T.S.) “Arcigay Genova – Approdo Lilia Mulas A.P.S.” (denominata Associazione nel presente testo) con sede legale in Genova (GE), via al Molo Giano – Casa XXV Aprile.
L’Associazione è un centro di vita associativa, autonomo, inclusivo, apartitico, aconfessionale, antifascista, antirazzista, ecologista, a carattere volontario, democratico ed ha durata illimitata; non persegue finalità di lucro e non è pertanto consentita la distribuzione anche indiretta di proventi, di utili o di avanzi di gestione.
L’Associazione aderisce ad Arcigay, rete associativa nazionale, condividendone le finalità e utilizzandone la tessera quale tessera sociale e contestualmente aderisce alla Federazione Arci – Associazione Nazionale di Cultura Sport e Ricreazione, acquisendone tutti i diritti e beneficia degli effetti del riconoscimento del carattere assistenziale delle finalità perseguite concesso ad Arci dal Ministero dell’Interno con Decreto del 2 agosto 1967.

Articolo 2
I) Lo scopo principale dell’Associazione è promuovere socialità, mutualismo e partecipazione e contribuire alla crescita culturale e civile dei propri soci, come dell’intera comunità.
Sono attività prioritarie dell’Associazione:
– attività culturali, artistiche e ricreative di interesse sociale;
– attività scolastica ed extra scolastica finalizzata alla prevenzione ed al contrasto al bullismo;
– promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata;
– promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici;
– l’inclusione sociale di ogni persona e il rifiuto di ogni discriminazione;
– costruzione del sereno rapporto tra ogni individuo e l’ambiente sociale e naturale;
– promozione della laicità e della democraticità delle società e delle istituzioni;
– creare le condizioni per l’affermazione della piena realizzazione e della piena visibilità di ogni persona lesbica, gay, bisessuale, transgender e intersessuale (LGBTI);
– combattere il pregiudizio, le discriminazioni e la violenza in ogni loro forma, anche attraverso la formazione e l’aggiornamento dei volontari, operatori sociali, educatori e insegnanti, lavoratori pubblici e privati;
– fornire servizi di supporto socio-psicologico, legale, di promozione della salute, produzione e programmazione culturale;
– promuovere la socializzazione delle persone LGBTI attraverso attività e strutture aggregative e ricreative;
– promuovere una maggiore consapevolezza sui temi dei diritti civili, del superamento del pregiudizio e della lotta alle discriminazioni nell’opinione pubblica tramite l’intervento sui mass media e l’attivazione di propri strumenti e occasioni di informazione;
– lottare per l’abolizione di ogni forma di discriminazione normativa relativa all’orientamento sessuale e all’identità ed espressione di genere e per il pieno riconoscimento legale dell’uguaglianza dei diritti delle coppie lesbiche e gay;
– essere forza di pressione verso le istituzioni e le forze politiche affinché siano messe in atto buone pratiche antidiscriminatorie;
– costruire un dialogo e realizzare alleanze con le altre associazioni, i sindacati, le forze sociali e i movimenti al fine di rafforzare la lotta contro le discriminazioni e i pregiudizi e contribuire ad un ampliamento della libertà e dell’uguaglianza di tutti gli individui;
– sostenere le azioni e le rivendicazioni delle persone bisessuali, transgender, intersessuali e del movimento delle donne;
– promuovere l’inserimento sociale e la valorizzazione delle persone con HIV, favorendone il lavoro e la presenza a tutti i livelli dell’Associazione;
– combattere le discriminazioni verso le persone affette da infezioni sessualmente trasmissibili (IST) con particolare riferimento all’HIV;
– promuovere una sessualità libera, consapevole e informata, quindi favorire l’educazione sessuale e la conoscenza e la diffusione delle pratiche di sesso sicuro;
– accoglienza umanitaria e integrazione sociale dei migranti LGBTI.
Sono settori di intervento dell’associazione tutti i campi in cui si manifestino esperienze culturali, ricreative e formative e tutti quelli in cui ci si possa impegnare per la promozione dei diritti e contro ogni forma di ignoranza, di intolleranza, di violenza, di censura, di ingiustizia, di discriminazione, di razzismo, di omotransfobia, di emarginazione, di solitudine ed esclusione sociale.

II) L’Associazione potrà favorire l’estensione di attività culturali e ricreative, di formazione e di informazione; organizzare iniziative, servizi, attività culturali, ricreative, sportive, turistiche, enogastronomiche, atte a soddisfare le esigenze di conoscenza e svago dei soci e dei cittadini nel rispetto dell’ambiente e della natura, anche in collaborazione con altre associazioni, enti, aziende e cooperative non in contrasto con il presente Statuto e che agevolino l’attuazione degli scopi associativi.
L’Associazione può svolgere attività di somministrazione ai soci di alimenti e bevande come momento ricreativo e di socialità, complementare e strumentale all’attuazione degli scopi istituzionali e delle attività di interesse generale, in conformità alla normativa vigente in materia.
L’Associazione, per il raggiungimento dei propri scopi sociali, potrà compiere tutte le operazioni mobiliari, immobiliari, creditizie e finanziarie che riterrà opportune.

III) L’Associazione si avvale prevalentemente delle attività prestate in forma volontaria, libera e gratuita dai propri associati; potrà inoltre avvalersi, in caso di particolare necessità, per lo svolgimento dell’attività di interesse generale ed il perseguimento delle finalità, di prestazioni di lavoro dipendente, autonomo o di altra natura, anche ricorrendo ai propri associati.
La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l’ente di cui il volontario è socio o associato o tramite il quale svolge la propria attività volontaria.
In ogni caso, il numero dei lavoratori impiegati nell’attività non può essere superiore al cinquanta per cento del numero dei volontari o al cinque per cento del numero degli associati.
La differenza retributiva tra lavoratori dipendenti non può essere superiore al rapporto uno a otto, da calcolarsi sulla base della retribuzione annua lorda.

I soci

Articolo 3
Il numero dei soci è illimitato. Può diventare socio chiunque si riconosca nel presente Statuto e abbia compiuto il diciottesimo anno di età, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, identità di genere, nazionalità, appartenenza etnica, politica e religiosa.
I minori di anni diciotto possono assumere il titolo di socio solo previo consenso dei genitori.
Agli aspiranti soci sono richiesti l’accettazione e l’osservanza dello Statuto e il rispetto della civile convivenza.
Lo status di socio, una volta acquisito, ha carattere permanente, e può venir meno solo nei casi previsti dal successivo art. 8. Non sono pertanto ammesse iscrizioni che violino tale principio, introducendo criteri di ammissione strumentalmente limitativi di diritti o a termine.

Articolo 4
Gli aspiranti soci devono presentare domanda al Consiglio Direttivo, menzionando il proprio nome, cognome, indirizzo, luogo e data di nascita unitamente all’attestazione di accettare e attenersi allo Statuto, al regolamento interno e alle deliberazioni degli organi sociali.

Articolo 5
È compito del Consiglio Direttivo, o di uno o più consiglieri da esso espressamente delegati, esaminare ed esprimersi in merito alle domande di ammissione, entro un massimo di trenta giorni dalla richiesta di adesione, verificando che gli aspiranti soci abbiano i requisiti previsti.
Qualora la domanda sia accolta, al nuovo socio sarà consegnata la tessera sociale e il suo nominativo sarà annotato nel libro dei soci.
La tessera è di proprietà di Arcigay.
Nel caso in cui la domanda sia respinta l’interessato potrà presentare ricorso al Presidente entro trenta giorni dalla comunicazione del rigetto ovvero dallo scadere dei termini di cui al primo comma. Sul ricorso si pronuncerà in via definitiva l’Assemblea dei soci alla sua prima convocazione.
Il rifiuto di iscrizione di un socio va motivato per iscritto; la persona non ammessa è tenuta a restituire la tessera sociale.
Le somme versate per la tessera sono rimborsabili esclusivamente nel caso in cui l’iscrizione non vada a buon fine.

Articolo 6
I soci hanno diritto a:
– frequentare la sede dell’Associazione e partecipare a tutte le iniziative e alle manifestazioni promosse dall’Associazione;
– a riunirsi in Assemblea per discutere e votare sulle questioni riguardanti l’Associazione;
– a discutere ed approvare i rendiconti;
– ad eleggere ed essere eletti componenti degli organismi dirigenti.
Hanno diritto di voto in Assemblea i soci maggiorenni che siano iscritti da almeno un mese nel libro degli associati e abbiano provveduto al versamento della quota sociale almeno quindici giorni prima della data di svolgimento dell’Assemblea.

Articolo 7
Il socio è tenuto a:
– rispettare lo Statuto, il regolamento interno, le delibere degli organi sociali, nonché a mantenere un’irreprensibile condotta civile e morale nella partecipazione alle attività dell’Associazione e nella frequentazione della sede;
– versare alle scadenze stabilite le quote sociali decise dagli organismi dirigenti;
– rimettere la risoluzione di eventuali controversie interne al giudizio degli organismi di garanzia dell’Associazione;
– osservare le regole dettate dalle Associazioni nazionali, dalle Federazioni, dagli Enti e dagli organismi ai quali l’associazione aderisce o è affiliata.
La quota sociale rappresenta unicamente un versamento periodico vincolante a sostegno economico del sodalizio, non costituisce pertanto in alcun modo titolo di proprietà o di partecipazione a proventi, non è in nessun caso rimborsabile, trasmissibile o rivalutabile, salvo quanto previsto dall’art. 5.

Articolo 8
La qualifica di socio si perde per:
– decesso;
– scioglimento dell’Associazione;
– mancato pagamento della quota sociale;
– dimissioni, che devono essere presentate per iscritto al Consiglio Direttivo;
– espulsione o radiazione.

Articolo 9
Il Consiglio Direttivo ha la facoltà di intraprendere azione disciplinare nei confronti del socio, secondo la gravità dell’infrazione commessa, mediante il richiamo scritto, la sospensione temporanea o l’espulsione o radiazione, per i seguenti motivi:
– inosservanza delle disposizioni dello Statuto, di eventuali regolamenti o delle deliberazioni degli organi sociali;
– denigrazione dell’Associazione, dei suoi organi sociali, dei suoi soci;
– l’attentare in qualunque modo al buon andamento della vita dell’Associazione, ostacolandone lo sviluppo e perseguendone lo scioglimento;
– il commettere o provocare gravi disordini durante le assemblee;
– appropriazione indebita dei fondi sociali, atti, documenti od altro di proprietà dell’Associazione;
– l’arrecare in qualunque modo danni morali o materiali all’Associazione, ai locali ed alle attrezzature di sua pertinenza. In caso di dolo, il danno dovrà essere risarcito.

Articolo 10
Contro ogni provvedimento di sospensione, espulsione o radiazione, è ammesso il ricorso al Presidente entro trenta giorni, sul quale decide in via definitiva la prima Assemblea dei soci.

Patrimonio sociale e rendicontazione

Articolo 11
Il patrimonio sociale dell’Associazione è indivisibile ed è costituito da:
– beni mobili ed immobili di proprietà dell’Associazione;
– contributi, erogazioni e lasciti diversi;
– fondo di riserva;
– partecipazioni societarie e investimenti in strumenti finanziari diversi.
Il patrimonio sociale, comprensivo di eventuali ricavi, rendite, proventi, entrate comunque denominate è utilizzato per lo svolgimento dell’attività statutaria ai fini dell’esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

Articolo 12
L’esercizio sociale si intende dall’1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Di esso deve essere presentato all’Assemblea dei soci entro il 30 aprile dell’anno successivo un bilancio di esercizio formato dallo stato patrimoniale, dal rendiconto finanziario, con l’indicazione, dei proventi e degli oneri, dell’ente, e dalla relazione di missione che illustra le poste di bilancio, l’andamento economico e finanziario dell’ente e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie.
Una proroga può essere prevista in caso di comprovata necessità o impedimento.
Il rendiconto dell’esercizio dovrà evidenziare in modo analitico i costi ed i proventi di competenza, nonché la consistenza finanziaria.
Nel caso in cui il Consiglio Direttivo lo ritenesse necessario, può proporre la previsione e programmazione economica dell’anno sociale successivo, che sarà quindi deliberata dall’Assemblea con attinenza alla formulazione delle linee generali di attività dell’Associazione.

Articolo 13
Sono previsti la costituzione e l’incremento del fondo di riserva. L’utilizzo del fondo di riserva è vincolato alla decisione dell’Assemblea dei soci.
Il residuo attivo di ogni esercizio sarà devoluto in parte al fondo di riserva e il rimanente sarà tenuto a disposizione per iniziative consone agli scopi di cui all’art. 2 e per nuovi impianti o attrezzature.

Organismi dell’Associazione

Articolo 14
Gli organismi di direzione rappresentano l’Associazione nei confronti delle istituzioni, delle organizzazioni sociali e politiche. Sono organismi di direzione dell’Associazione:
– l’Assemblea dei soci;
– il Consiglio Direttivo;
– il Presidente.
Tutte le cariche elettive sono gratuite.

Articolo 15
Partecipano all’Assemblea generale dei soci tutti i soci che siano iscritti da almeno un mese nel libro degli associati e abbiano provveduto al versamento della quota sociale almeno quindici giorni prima della data di svolgimento dell’Assemblea stessa.
Le riunioni dell’Assemblea sono ordinariamente convocate a cura del Consiglio Direttivo. Al fine di rendere possibile la partecipazione di tutti i soci, la convocazione dell’Assemblea, contenente la data e l’ora di prima e seconda convocazione e l’ordine del giorno, dovrà essere pubblicizzata nella maniera più ampia possibile tramite avviso scritto almeno quindici giorni prima.

Articolo 16
L’Assemblea generale dei soci può essere convocata in via straordinaria dal Consiglio Direttivo o dal Presidente per motivi che esulano dall’ordinaria amministrazione, nei casi previsti dagli artt. 18 e 32, ed ogni qual volta ne faccia richiesta motivata il Collegio dei Sindaci revisori (ove nominato) o almeno un quinto dei soci aventi diritto al voto.
L’Assemblea dovrà aver luogo entro trenta giorni dalla data in cui è richiesta e delibera sugli argomenti che ne hanno richiesto la convocazione.

Articolo 17
In prima convocazione l’Assemblea è regolarmente costituita alla presenza della metà più uno dei soci con diritto di voto, e delibera a maggioranza assoluta dei voti di questi ultimi. In seconda convocazione, invece, l’Assemblea è regolarmente costituita qualunque sia il numero degli intervenuti e delibera sulle questioni poste all’ordine del giorno, salvo le eccezioni di cui all’art. 18.
Ogni socio può rappresentare, con delega scritta, un altro socio impossibilitato a partecipare, con un massimo di due deleghe, nelle assemblee e nelle votazioni.

Articolo 18
Per deliberare sulle modifiche da apportare allo Statuto o al Regolamento proposte dal Consiglio Direttivo o da almeno un quinto dei soci, è indispensabile la presenza di almeno un terzo dei soci con diritto di voto, ed il voto favorevole di almeno tre quinti dei partecipanti.
Per delibere riguardanti lo scioglimento o la liquidazione dell’Associazione, valgono le norme di cui all’art. 32.

Articolo 19
L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione o da un socio eletto dall’Assemblea stessa. Il presidente dell’Assemblea propone un segretario verbalizzante eletto in seno alla stessa.
Le votazioni possono avvenire per alzata di mano o a scrutinio segreto quando ne faccia richiesta un decimo dei soci presenti con diritto di voto.
Per l’elezione degli organi sociali la votazione avviene di norma a scrutinio segreto, secondo le modalità previste dal regolamento.
Le deliberazioni assembleari sono riportate sul libro verbali a cura del Segretario che li firma insieme al presidente. I verbali e gli atti verbalizzati sono esposti all’interno della sede sociale durante i quindici giorni successivi alla loro formazione, e restano successivamente agli atti a disposizione dei soci per la consultazione.

Articolo 20
L’Assemblea generale dei soci, nei termini di cui all’ultimo comma dell’art. 6:
a) nomina e revoca i componenti degli organi sociali;
b) al termine del mandato discute la relazione del Consiglio Direttivo uscente e l’indirizzo programmatico del nuovo mandato; elegge una commissione elettorale, composta da almeno tre soci, che controlli lo svolgimento delle elezioni e firmi gli scrutini;
c) nomina e revoca, quando previsto, il soggetto incaricato della revisione legale dei conti;
d) approva il bilancio;
e) approva le linee generali del programma di attività per l’anno in corso e l’eventuale relativo documento economico-programmatico;
f) delibera sulla responsabilità dei componenti degli organi sociali e promuove azione di responsabilità nei loro confronti;
g) delibera sulle modificazioni dello Statuto;
h) approva l’eventuale regolamento dei lavori assembleari;
i) delibera lo scioglimento, la trasformazione, la fusione o la scissione dell’associazione;
l) delibera sugli altri oggetti attribuiti dalla legge o dal presente Statuto alla sua competenza;
m) delibera su tutte le questioni attinenti la gestione sociale.

Articolo 21
Il Consiglio Direttivo è eletto dall’Assemblea dei soci ed è composto da un minimo di 5 a un massimo di 9 eletti fra i soci. Il Consiglio Direttivo è l’organo di amministrazione previsto dall’art. 26 del C.T.S., dura in carica tre anni ed i suoi componenti sono rieleggibili.

Articolo 22
Il Consiglio Direttivo nell’ambito delle proprie funzioni può avvalersi, per compiti operativi o di consulenza, di commissioni di lavoro da esso nominate, nonché dell’attività volontaria di cittadini non soci, in grado, per competenze specifiche, di contribuire alla realizzazione di specifici programmi, ovvero costituire, quando ritenuto indispensabile, specifici rapporti professionali, nei limiti delle previsioni economiche approvate dall’Assemblea.

Articolo 23
Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno:
– il Presidente: ha la rappresentanza legale dell’Associazione ed è responsabile di ogni attività della stessa.
– Convoca e presiede il Consiglio;
– il Vicepresidente: coadiuva il Presidente e, in caso di assenza o impedimento di questi, ne assume le mansioni;
– il Segretario: cura ogni aspetto amministrativo dell’Associazione; redige i verbali delle sedute del Consiglio e li firma con il Presidente; presiede il Consiglio in assenza del Presidente e del Vicepresidente.
Il Consiglio può inoltre distribuire fra i suoi componenti altre funzioni attinenti a specifiche esigenze legate alle attività dell’Associazione.

Articolo 24
Compiti del Consiglio Direttivo sono:
– eseguire le delibere dell’Assemblea;
– formulare i programmi di attività sociale sulla base delle linee approvate dall’Assemblea;
– predisporre il rendiconto annuale;
– predisporre tutti gli elementi utili all’Assemblea per la previsione e programmazione economica dell’anno sociale;
– deliberare circa l’ammissione dei soci; può delegare allo scopo uno o più consiglieri;
– deliberare circa le azioni disciplinari nei confronti dei soci;
– stipulare tutti gli atti e i contratti inerenti le attività sociali;
– curare la gestione di tutti i beni mobili ed immobili di proprietà dell’Associazione o ad esso affidati;
– decidere le modalità di partecipazione dell’Associazione alle attività organizzate da altre associazioni ed enti, e viceversa, se compatibili con i principi ispiratori del presente Statuto;
– presentare all’Assemblea, alla scadenza del proprio mandato, una relazione complessiva sull’attività inerente il medesimo;
È riconosciuto al Consiglio Direttivo il potere di cooptare altri componenti fino ad un massimo di 1/3 dei consiglieri eletti, fatto comunque salvo quanto disposto dall’art. 21.

Articolo 25
Il Consiglio Direttivo si riunisce di norma una volta al mese, in un giorno prestabilito senza necessità di ulteriore avviso, e straordinariamente quando ne facciano richiesta almeno tre consiglieri, o su convocazione del Presidente.
Le sedute sono valide quando vi intervenga la maggioranza dei consiglieri e le delibere sono approvate a maggioranza assoluta di voti dei presenti.
Le votazioni normalmente sono palesi; possono essere a scrutinio segreto quando ciò sia richiesto anche da un solo consigliere. La parità di voti comporta la reiezione della proposta.
Delle deliberazioni è redatto verbale a cura del Segretario, che lo firma insieme al Presidente. Tale verbale è conservato nel libro verbali del Consiglio Direttivo ed è a disposizione dei soci che richiedano di consultarlo.

Articolo 26
I consiglieri sono tenuti a partecipare attivamente a tutte le riunioni, sia ordinarie sia straordinarie. Il consigliere, che ingiustificatamente non si presenta a tre riunioni consecutive, decade. Decade comunque il consigliere dopo sei mesi di assenza dai lavori del Consiglio. Nella prima convocazione utile, il Consiglio Direttivo prende atto della decadenza.
Il consigliere decaduto o dimissionario può essere sostituito, ove esista, dal socio risultato primo escluso all’elezione del Direttivo, diversamente a discrezione del Consiglio.
La quota massima di sostituzioni è fissata in un terzo dei componenti originari; dopo tale soglia, il Consiglio Direttivo decade.
Il Consiglio Direttivo può dimettersi quando ciò sia deliberato dai 2/3 dei consiglieri.
Il Consiglio decaduto o dimissionario è tenuto a convocare l’Assemblea indicendo nuove elezioni entro quindici giorni.

Articolo 27
I) Il Collegio dei Sindaci revisori è un organismo di garanzia e di controllo ai sensi dell’art. 26 del C.T.S..
Qualora si renda obbligatorio per Legge o l’Assemblea lo ritenga opportuno, verrà nominato il Collegio dei Sindaci revisori composto da un minimo di 1 a un massimo di 3 componenti, che possono essere individuati anche tra persone non aderenti all’Associazione.
II) Ai componenti del Collegio si applica l’articolo 2399 del codice civile (Cause d’ineleggibilità e di decadenza). Almeno uno dei componenti deve essere scelto fra i revisori legali iscritti nell’apposito registro, come previsto dall’articolo 2397, comma secondo, del codice civile, i restanti componenti dovranno comunque possedere comprovate capacità tecniche, conoscenza dell’Associazione e moralità.
III) Il Collegio vigila sull’osservanza della legge e dello Statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, anche con riferimento alle disposizioni del D.Lgs 231/2001, qualora applicabili, nonché sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento.
Esso esercita inoltre il controllo contabile nel caso in cui non sia nominato un soggetto incaricato della revisione legale dei conti o nel caso in cui un suo componente sia un revisore legale iscritto nell’apposito registro.
IV) Il Collegio esercita inoltre compiti di monitoraggio dell’osservanza delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, avuto particolare riguardo alle disposizioni di cui agli articoli 5, 6, 7 e 8 del C.T.S., ed attesta che il bilancio sociale sia stato redatto in conformità alle linee guida di cui all’articolo 14 C.T.S.. Il bilancio sociale dà atto degli esiti del monitoraggio svolto dai sindaci.
V) I componenti del Collegio possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo, e a tal fine, possono chiedere agli amministratori notizie sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari.

Articolo 28
Salvo quanto previsto dall’articolo precedente, nei casi previsti dall’art. 31 del C.T.S. l’Associazione nominerà un revisore legale dei conti o una società di revisione legale iscritti nell’apposito registro.

Articolo 29
I sindaci revisori hanno diritto di assistere alle sedute del Consiglio Direttivo, con voto consultivo.

Articolo 30
Le cariche di consigliere e sindaco revisore sono incompatibili fra loro.

Articolo 31
L’Associazione usa il marchio rappresentato nella figura sottostante.

Il marchio è composto da due frecce che si incontrano, una nera e una composta da colori che si ispirano a quelli del movimento LGBT.
Le frecce sono affiancate dal nome dell’Associazione “Arcigay Genova Approdo Lilia Mulas”.

Norme di Scioglimento

Articolo 32
La decisione motivata di scioglimento dell’Associazione deve essere presa da almeno i quattro quinti dei presenti, in un’Assemblea valida alla presenza della maggioranza assoluta dei soci aventi diritto al voto. Ove non sia possibile tale maggioranza nel corso di tre successive convocazioni assembleari, ricorrenti a distanza di almeno venti giorni, di cui l’ultima adeguatamente pubblicizzata a mezzo stampa, lo scioglimento potrà comunque essere deliberato a maggioranza dei presenti da un’Assemblea appositamente convocata.
In caso di estinzione o scioglimento dell’Associazione il patrimonio, dedotte le passività, sarà devoluto, previo parere positivo dell’Ufficio regionale/provinciale del Registro unico nazionale del Terzo settore, e salva diversa destinazione imposta dalla legge, ad altri enti del Terzo settore che operino per gli stessi scopi, secondo le modalità stabilite da un collegio di liquidatori appositamente costituito, e in armonia con quanto disposto al riguardo dal C.T.S..
È esclusa, in ogni caso, qualunque ripartizione tra i soci del patrimonio residuo.

Disposizioni Finali

Articolo 33
Per quanto non previsto dallo Statuto o dal regolamento interno, decide l’Assemblea a norma del C.T.S., del Codice Civile e delle norme vigenti.

 

Approvato dal Congresso del Comitato Provinciale di Genova il 7 novembre 2005.
Registrato presso l’ufficio di Genova 1 dell’Agenzia delle Entrate in data 8 novembre 2005, reg. n. 12044 serie 3.
Modificato dal Congresso Provinciale del 23 marzo 2011.
Modificato dall’Assemblea ordinaria del 28 marzo 2013.
Modificato dal Congresso del 9 novembre 2014.
Adeguato dall’Assemblea del 15 ottobre 2015.
Nuovo Statuto approvato dal Congresso del 15 aprile 2018

 

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