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Verona: vietato parlare di temi LGBT a scuola

Non possiamo e non vogliamo tacere di fronte a quanto avvenuto nei giorni scorsi a Verona. L’educazione al rispetto di ogni persona e alla tutela della sua dignità, a prescindere da orientamento sessuale, identità di genere e da ogni altra caratteristica dell’identità personale, è la missione per cui Arcigay e molte altre realtà si battono ogni giorno.

Per questo Approdo vuole esprimere vicinanza e sostegno ad Arcigay Pianeta Urano e a tutte le persone LGBT che vivono a Verona.

Riepiloghiamo gli eventi di questi ultimi giorni.

Il Consiglio Comunale della città veneta ha approvato, con 17 voti favorevoli e 12 contrari, la mozione Famiglia, educazione e libertà di espressione presentata dal consigliere Alberto Zelger (Lega Nord) che ha lo scopo di monitorare l’educazione affettiva e sessuale all’interno delle scuole, affinché essa non trasmetta messaggi difformi dai “principi morali e religiosi” delle famiglie o degli stessi insegnanti. Sul sito web del Comune di Verona è possibile leggere il testo integrale dell’Ordine del Giorno.

La mozione parte dal presupposto che, sebbene la Costituzione Italiana – nel suo articolo dedicato al matrimonio – non citi esplicitamente la diversità di genere dei coniugi, essa fosse data per scontata nelle idee dei Padri costituenti. La mozione prevede dunque la costituzione di un organismo “osservatore” dei programmi didattici, tenuto a «fornire un’adeguata informazione preventiva ai genitori sul contenuto dei progetti di educazione all’affettività e alla sessualità, come pure sugli spettacoli e sugli eventi ludici, che vengono proposti ai loro figli (…) a delegare al Coordinamento Servizi Educativi l’onere della raccolta delle segnalazioni dei genitori e degli insegnanti sui progetti di educazione all’affettività e alla sessualità, come pure sugli spettacoli e sul materiale didattico, che risultino in contrasto con i loro principi morali e religiosi».

Ovvero, come lo stesso Zegler ha detto nell’illustrare il provvedimento, «non si può pretendere di inculcare ai bambini, con la complicità delle istituzioni scolastiche, un’ideologia che non trova riscontro con il dato biologico e con la necessità di un equilibrato sviluppo psico-fisico del bambino».

Un’affermazione non solo omofoba e regressiva, ma che manca di rispetto a tutti i bambini e bambine che crescono in famiglie omogenitoriali, o che hanno fratelli, sorelle, parenti, amici, vicini di casa e insegnanti appartenenti alla comunità LGBT. Che manca di rispetto a una società che vuole e si impegna a crescere attraverso politiche di inclusione e non di esclusione, dove “l’altro” è un valore e non un nemico da combattere. Che manca di rispetto ad Andrea Morando e a tutte le persone vittime di violenza fisica, verbale e psicologica a causa del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere.

Non possiamo e non vogliamo tacere. Se un articolo di solidarietà sembra poco, è attraverso l’impegno di ciascuno che si può imparare ed educare al rispetto della persona, di ogni persona, in quanto “altro da me”.

Il Consiglio Direttivo di Approdo Arcigay Genova