Dichiarazioni omofobe di un gestore di struttura di accoglienza per migranti

Disturba sempre dover sentire o leggere frasi e dichiarazioni omofobe, che finiscono per essere il primo sintomo di una esclusione sociale che ancora oggi, all’indomani della Giornata Internazionale contro l’omo-bi-transfobia, sono oggetto di riflessione.
Ma esistono situazioni in cui diventa decisamente inopportuno e grave.
Questo è il caso delle affermazioni pubblicate nel proprio profilo personale Facebook da Rino Parma, gestore dell’agriturismo Meneghin du Peu nel Comune di Ne (provincia di Genova) che, dal novembre 2016, accoglie qualche decina di migranti.
Queste le affermazioni: “Siamo nel 2018 e ancora certi uomini invece di andare a caccia di mussa vanno alla ricerca di uccelli” e ancora per esempio, rispondendo ai commenti, “Lo stabilisce la natura”.
Riteniamo inaccettabili tali affermazioni“, afferma Claudio Tosi, Presidente di Arcigay Genova, “soprattutto se espresse da una persona che ha il compito di ospitare e lavorare quotidianamente con persone in difficoltà fra le quali ovviamente potrebbero esserci persone LGBT (lesbiche, gay, bisex, trans).”
“Il lavoro di Arcigay Genova per il sostegno e accompagnamento dei migranti LGBT (richiedendi asilo e non) ci porta a conoscere e valutare situazioni di difficoltà e talvolta di discriminazione proprio sul nostro territorio”, afferma Antonella Lupo, volontaria dello Sportello Migranti. “Un migrante LGBT subisce un doppio rischio di discriminazione, perché migrante e perché LGBT”.
Alla Cooperativa sociale La Strada Giusta chiediamo di valutare meglio quali devono essere le strutture atte ad accogliere migranti e alla Prefettura di Genova stabilire se in effetti tale struttura è adeguata all’accoglienza.