Nuovo Direttivo di Arcigay Genova e mancato patrocinio del Comune al Gay Pride

Domenica 15 aprile si sono tenute le elezioni delle cariche sociali di Arcigay Genova – Approdo Lilia Mulas.
Il nuovo Consiglio Direttivo, composto da 9 persone, vede la conferma del presidente Claudio Tosi, del vicepresidente Domenico Lazzaro e della consigliera Antonella Lupo. Tanti i nuovi nomi di cui alcuni giovanissimi: Federico Pontillo, Fabio Posadino, Federico Orecchia, Luca Formisano,Tomas Polese e Martino Borra. Garante e revisore dei conti è Ilaria Schizzi, affiancata da Alessandro Goso.
Un dato importante risulta essere che il nuovo Consiglio è stato eletto all’unanimità dei voti dell’Assemblea dei Soci; viene quindi confermata con grande forza la linea mantenuta dal Consiglio uscente, che si impegna a proseguire all’insegna della continuità, ma con maggiore energia: rafforzamento dei servizi alla Città e degli sportelli legale, migranti e psicologico; serata dedicata ai soci nella sede dell’associazione; lavoro nelle scuole genovesi e per la salute; eventi culturali ed eventi ludici.
Durante le elezioni è stata ricordata la presidente Lilia Mulas, mancata l’8 giugno 2014, cui l’associazione è intitolata; ancora oggi è fonte di grande e importante ispirazione.

Il nuovo Direttivo ha già iniziato ad affrontare il tema del mancato patrocinio del Comune di Genova al Gay Pride del 16 giugno 2018 e afferma con convinzione che il Gay Pride è una manifestazione che accoglie ogni identità ed espressione personale e che come tale non possa in alcun modo essere indicata come “eccesso”. Ad Arcigay quindi, che nonostante non sia nell’organizzazione del Pride comunque non può non avere uno sguardo su quanto sta accadendo, non interessa vendere i propri principi e ideali per un patrocinio. Purché sia un Gay Pride, va bene anche senza patrocinio.
Prendiamo quindi le distanze da qualunque volontà di moderare le forme di espressione della manifestazione, che dovrà essere il più libera possibile, nel rispetto di tutti e tutte e nel rispetto della legge. Il Gay Pride non deve dimostrare a nessuno di essere normale e accettabile!
Proprio a causa di queste discussioni, la partecipazione di Arcigay alla parata sarà, se possibile, più forte ed espressiva.