Resto umano, Anna Paola Lacatena: recensione

Resto umano di Anna Paola Lacatena

Recensione del libro Resto umano di Anna Paola Lacatena (Chinaski Edizioni), storia vera del transgender FtM Miky Formisano.

Miky, quando è nato, si chiamava Michela. Come accade a tutti gli esseri umani provvisti di vagina, al momento della nascita – o forse prima, chissà – un dottore o dottoressa in Medicina l’ha osservata e ha stabilito che era una femmina.
Così, senza chiedere.

Michela, in questa decisione che altre e altri hanno preso per lei, si è sempre sentita stretta. Era una bambina irrequieta, Michela, sempre pronta a rispondere per le rime a chi attaccava brighe. Ed è cresciuta irrequieta, Michela, anche se dietro a quella maschera si celava (come in chiunque di noi, no?) la ricerca di un po’ di amore e di pace.

L’eroina te la concede, una pace temporanea. La malattia, quella che uno a uno li uccide tutti ma tu sei sempre lì, genera un attaccamento incrollabile alla vita che non avevi previsto. Il carcere ti regala gesti di solidarietà e di calore umano inattesi e insperati. Non solo dalle altre detenute, ma dalla direttrice, da una suora, da Anna Paola.

Che incontri di nuovo anni dopo, al Sert di Taranto, quando tante cose sono successe, sei malato e pulito, usi la -o come desinenza, hai iniziato una terapia e ti fai chiamare Miky, anche se lei continua a parlare di te al femminile perché non ce la fa, è più forte di lei, ma nel tempo si abitua.

Miky ha chiesto ad Anna Paola di aiutarlo a scrivere la sua storia: la storia di un ex tossicodipendente sieropositivo che oggi si dedica a informare e aiutare altre persone (Miky è presidente del Network Persone Sieropositive in Puglia), ma soprattutto la storia di un uomo che non si è mai sentito donna.

Leggi un estratto dell’incipit del libro.