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Diamo un taglio all’omofobia nelle forze armate

La sentenza riconosce la fondamentale dignità delle persone omosessuali, che hanno diritto come chiunque altro di servire il proprio Paese

“Apprendiamo con viva soddisfazione che il Tar Liguria ha reintegrato un ufficiale di Marina, imponendo che gli vengano restituiti mansione e gradi riconoscendo quindi l’impianto omofobico delle accuse e delle sanzioni”, dichiara Ostilia Mulas, presidente di Arcigay Genova l’Approdo. “Vi sono certamente molte persone omosessuali nelle forze armate italiane che ingiustamente subiscono ritorsioni e sono costrette a nascondersi: meglio sarebbe seguire l’esempio degli Stati Uniti che hanno sancito definitivamente la fine della discriminazione per orientamento sessuale nell’esercito dando termine alla politica ipocrita del «Don’t ask, don’t tell»”, continua Mulas.

L’avvocato Damiano Fiorato, responsabile dello Sportello Legale di Arcigay Genova, sottolinea come questa sia la seconda volta nel giro di un anno che con un provvedimento il Tar Liguria interviene ponendo nel nulla un provvedimento disciplinare discriminatorio delle forze armate contro un militare “colpevole” solo di non nascondere il proprio orientamento sessuale.
“Se da un lato è positivo che la giustizia amministrativa riconosca ancora una volta il diritto dei singoli alla dignità e alla propria identità sessuale”, dichiara Fiorato, “è allo stesso tempo allarmante che fatti del genere si ripetano, posti in essere dalle autorità militari, rivelando quanto radicato sia ancora il pregiudizio contro l’omosessualità anche nell’ordinamento militare italiano”.

Ostilia Mulas, Presidente Comitato provinciale Arcigay L’Approdo
Damiano Fiorato, responsabile Sportello Legale Arcigay Genova