Educati alla Guerra

Nazionalizzazione e militarizzazione dell’infanzia nella prima metà del Novecento

Domenica 5 febbraio 2017, ore 11:00
Museo Ebraico
Via Bertora 6, Genova

Un viaggio nell’infanzia del primo Novecento, l’età del ferro e del fuoco, per capire come la guerra, la morte eroica, il virilismo, l’esaltazione della divisa e delle armi divennero pane quotidiano per l’infanzia italiana.

La mostra è curata da Gianluca Gabrielli

La mostra rimarrà aperta fino al 16 marzo 2017 nei giorni lunedì, martedì, giovedì dalle ore 10:00 alle ore 13:00.
Pomeriggio e domenica solo su richiesta.
Info: 0108391513

Mostra fotografica Volkstrauertag

Il 20 gennaio 2017 avrà inizio l’esposizione della mostra fotografica Volkstrauertag, che raccoglie testimonianze istituzionali dai campi di sterminio.

Sarà visitabile nei locali di Regione Liguria in via Fieschi 15 dalle ore 9:00 alle ore 19:00 fino all’11 febbraio (chiuso la domenica).

 

Arcigay al tavolo prefettizio del Giorno della Memoria

A partire dal 9 novembre 2016 Arcigay è ufficialmente una delle Associazioni ed Enti che fanno parte del tavolo di lavoro della Prefettura di Genova per il Giorno della Memoria.
Sin dall’approvazione della Legge n. 211 del 20 luglio 2000, e quindi con l’Istituzione del “Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, la Prefettura di Genova ha dato l’avvio agli incontri di un tavolo prefettizio, con lo scopo di coordinazione gli eventi del Giorno della Memoria, preceduti da cerimonie ufficiali.

Sin dalla sua nascita nel 2002 Approdo ha lavorato per affermare l’importanza della memoria dell’Omocausto, cioè della deportazione degli omosessuali nei campi nazisti e del confino fascista.
Nel 2009 è stata presentata nella sala di piazza De Ferrari di Regione Liguria la mostra Omocausto: Lo sterminio dimenticato, curata dall’allora Gruppo Giovani, ed è stato presentato il libro a fumetti In Italia sono tutti maschi.
Dal 2011 Arcigay ha iniziato a partecipare ogni anno il 3 novembre alla Marcia della Memoria, commemorazione durante la quale viene ricordata la deportazione degli ebrei genovesi, iniziata con la cattura del rabbino Riccardo Pacifici in Galleria Mazzini, dove oggi si trova infatti una Pietra d’Inciampo.

Nel 2014, dopo più di un anno di lavoro, abbiamo aperto al pubblico la mostra Dimenticare a Memoria, con il forte coinvolgimento di molte realtà culturali e associative genovesi, oltre a un ottimo successo di pubblico.
Nel 2015 abbiamo portato in scena lo spettacolo teatrale Bent e nel 2016 abbiamo sostenuto la realizzazione della mostra Orgoglio e pregiudizio.

Il 27 gennaio 2012 la nostra presidente Lilia Mulas aveva già riflettuto e ci aveva ricordato quanto fosse importante entrare a far parte del tavolo prefettizio nel comunicato stampa dal titolo L’indifferenza è nemica della Memoria. Così scriveva: “Approdo ha intenzione di chiedere alle istituzioni cittadine e alla commissione prefettizia preposta all’organizzazione delle celebrazioni una particolare attenzione al tema della persecuzione degli omosessuali in modo che nel 2013 sia questo il filo conduttore delle iniziative collegate alla Giornata delle Memoria”.
Il pensiero non può che tornare a lei e al suo lavoro.

Teniamo a sottolineare che tutto questo è stato possibile grazie al sostegno della Comunità Ebraica di Genova e del Centro Culturale Primo Levi, che ci hanno invitati a fare richiesta ufficiale presso la Prefettura e hanno sostenuto presso la stessa la nostra entrata. Importante sostegno abbiamo avuto anche dal Comune di Genova e dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI).


Arcigay Genova realizzerà per il Giorno della Memoria 2017 un altro importante evento dal titolo BLACKOUT che si terrà il 29 gennaio alle ore 21:00 nella sala del Munizioniere di Palazzo Ducale (partecipazione libera fino esaurimento posti), un itinerario storico ed emozionale che ricostruirà attraverso letture, recitazioni e musica la storia dell’ascesa del nazismo e delle deportazioni.

A Genova ci sono due pietre d’inciampo

– In Galleria Mazzini quella dedicata a Riccardo Reuven Pacifici, che, non avendo voluto abbandonare la Comunità di #Genova, fu catturato dai nazisti in Galleria Mazzini e deportato ad Auschwitz, dove morì.
– In via Roma (civ. 1) quella dedicata a Giorgio Labò, partigiano decorato della Medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

I simboli dei campi di sterminio nazisti

Il triangolo rosa era il simbolo di stoffa cucito sulla casacca degli internati nei campi di concentramento nazisti per omosessualità maschile, sulla base del paragrafo 175.
Il triangolo rosa faceva parte di un sistema di simboli usati nei campi di concentramento la cui tabella era stata distribuita dal 1940.